La tradizione attribuisce a Pitagora la scoperta della progressione armonica delle note della scala musicale (almeno come noi la intendiamo nel mondo Occidentale dato che esistono differenti modi di notazione musicale, come ad esempio nella musica araba). Pitagora constatò che gli intervalli musicali e l’altezza delle note corrispondono alla lunghezza relativa delle corde in vibrazione. In pratica, dividere una corda tesa in base a numeri interi consecutivi genera suoni armoniosi e piacevoli, “consonanti”.
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| Fig.1: Pitagora (Samo, 575 a.C. - Metaponto, 495 a.C.) |
Al contrario, se due note (due differenti vibrazioni) sono scelte a caso e vengono emesse contemporaneamente, il suono che ne risulta è “dissonante”. Solo poche combinazioni sono gradevoli, pochi intervalli sono consonanti.Così Pitagora, utilizzando delle semplici corde che egli faceva vibrare, scoprì che l’unisono si ottiene quando le lunghezze di due corde sono identiche (rapporto di 1:1), l’ottava quando le corde sono una la metà dell’altra (1:2), la quinta in rapporto di 2:3 (ovvero, se una la vibrazione di una corda di una data lunghezza produce un DO, una corda lunga i 2/3 della precedente produce un SOL), realizzando in questo modo la
Scala Pitagorica, fig.2.
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| Fig.2: Scala Pitagorica |
Per ulteriori informazioni vi rimando a
questo documento di Nicola Chiriano, "Pitagora e la musica"
"La musica è il miglior mezzo per sopportare il tempo."
Wystan Hugh Auden