Blog realizzato in contemporanea al corso di Storia della Tecnologia del prof. Vittorio Marchis presso il Politecnico di Torino
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sabato 14 maggio 2011

Origine delle note

Nel Medioevo, a causa della difficoltà nel memorizzare melodie, sempre più lunghe e complesse, sorge il bisogno di annotare sopra il testo dei segni, chiamati "neumi", per aiutare i cantori nell'esecuzione della linea melodica.

Fig.1: Alcuni neumi utilizzati in europa
Gli attuali nomi delle note, in uso ormai in ogni parte del mondo, risalgono al XII sec e sono da attribuirsi a Guido D'arezzo, infatti corrispondono alle sillabe iniziali dei primi sei versetti dell'inno (fig.2) Ut queant laxis(Clicca per file audio).

                « Ut queant laxis                                                         « Affinche i tuoi servi   
                   Resonare fibris                                                               possano cantare con voci libere
                  Mira gestorum                                                               le meraviglie delle tua azioni,
                  Famuli tuorum                                                               cancella il peccato,
                 Solve polluti                                                                   O Santo giovanni,
                 Labii reatum,                                                                  dalle loro labbra indegne
»
                 Sancte Iohannes »

Nel XVI sec la settima nota riceve il nome definitivo, Si, derivante dalle iniziali di Sancte Iohannes. Successivamente la prima nota Ut viene sostituita dal nome attuale Do, più semplice da pronunciare e derivante da Dominus, Il signore.

Fig.2: Spartito dell'inno Ut quaeant laxis




"Quando si compone della musica, si è all’interno di se stessi"
                                                                 Couture Charlelie

mercoledì 27 aprile 2011

Iconografia della Musica

ARTE
Opera: "I musici";
Autore: Michelangelo Merisi da Caravaggio;
Data: 1594-1595;
Tecnica: Olio su tela;
Dimensioni: 92 x 118,5 cm;
Museo: Metropolitan Museum of Art, New York.

INNOVAZIONE
Theremin (clicca per video)- Nel 1919 Lev Sergeevic Termen inventa il primo strumento musicale elettronico, il Theremin
COPERTINA DI UN LIBRO
Chamber Music - Prima raccolta di poesie pubblicate da James Joyce nel 1907

FRANCOBOLLO
Francobollo raffigurante Ludwig van Beethoven emesso in India nel 1970;
Valore: 20 Rupie indiane;
Emesso in commemorazione del bicentenario della nascita di Beethoven.

FUMETTO

G. Berardi – I. Milazzo, Ken Parker – Diritto e rovescio, n. 36, op. cit., pag. 56
FILM
Titolo originale: The Blues Brothers;
 Paese: USA;
Anno: 1980;
Regia: John Landis;
con John Belushi, Dan Aykroyd, James Brown, Cab Calloway, Ray Charles, Aretha Franklin.


ARTICOLO DI GIORNALE
Gli strumenti della musica - Articolo scritto da Massimo Mila e apparso su "La Stampa" il 08/06/1978, numero 130, anno 112 - pagina 3

"Tutto quel che suona è musica"
                                      Cage John

giovedì 14 aprile 2011

Musica e letteratura: la Bibbia

Nel primo libro delle Cronache della Bibbia, datato intorno al 330 - 250 a.C., si trova uno dei primi riferimenti alla musica e ad alcuni strumenti gia analizzati in questo blog.

"Quindi Davide, insieme con i capi dell'esercito, separò per il servizio i figli di Asaf, di Eman e di Iduntun, che eseguivano la musica sacra con cetre, arpe e cembali [...]"  (1Cr 25:1)
Nota: il cembalo si riferisce ad uno strumento musicale (fig.1) a corde risalente al 300 a.C., meglio noto come salterio.

fig.1 Suonatori di salterio o cembalo



"La musica tradizionale è basata su esagrammi. Proviene dalle bibbie, da epidemie e carestie, e gira intorno alla morte"
                                                                                   Bob Dylan